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Il mito del "Ragged Rebel": il ribelle straccione (introduzione)
di Matteo Fontana

La guerra civile americana è un periodo storico ricco di miti e credenze sbagliate, frutto di una superficiale conoscenza dell’argomento. Negli stessi Stati Uniti, ma in misura peggiore in Europa e quindi anche in Italia, si è a lungo dato retta, e si continua a farlo, a correnti dottrinarie che hanno finito per distorcere anche alcuni aspetti che possono essere definiti più tecnici, come ciò che riguarda le uniformi e gli equipaggiamenti dei soldati coinvolti nel conflitto. E’ nato così un mito che ancora oggi in America, seppur ridimensionato, continua ad esistere e che in Europa, e soprattutto in Italia, viene preso molto sul serio. Si tratta del mito del ribelle straccione, in inglese “Ragged Rebel”, che vuole i soldati sudisti male e scarsamente vestiti, un esercito ricoperto di stracci con toppe e che di militare non aveva quasi nulla, che nella migliore delle ipotesi si vestiva con quello che trovava. Questo mito è già stato ridimensionato e continua ad essere attaccato con prove concrete e tangibili. Inoltre l'immagine del soldato sudista è stata anche distorta dal cinema e dalla letteratura che hanno spesso mescolato la storia della Guerra Civile con quella del West. Si è creata così agli occhi dei più un'immagine sbagliata del confederato, che oltre vestito di stracci, doveva avere molti tratti in comune con l'abbigliamento di un cowboy.
In questo articolo verranno mostrate una serie di foto dell’epoca dalle quali sarà possibile vedere dei soldati confederati nelle varie fasi della guerra, immagini che contrastano decisamente con quanto previsto dal cosiddetto mito del “ribelle straccione” e da altre credenze comuni. Sebbene esistano numerose foto di soldati confederati nei vari periodi della guerra, queste sono però spesso prese in studi fotografici e non possono essere utilizzate per i fini di questo articolo. Ma perchè non possono essere utilizzate? E' necessario aprire una breve parentesi per spiegare il perchè tale categoria di immagini è stata esclusa. Indubbiamente le foto in studio sono una notevole fonte ma  non riflettono quanto accadeva realmente sul campo quotidianamente, e nemmeno cosa diventavano le uniformi e gli equipaggiamenti dei soldati sudisti dopo mesi di servizio. E' vero che ci sono foto di soldati con indosso ciò che realmente usarono, ma altrettante mostrano soldati appositamente puliti, pettinati e ben vestiti per l'occasione. Avremo quindi soldati in studio con cravattini, ghette, guanti e ogni sorta di accessorio che in campagna si dimostrò inutile ed ingombrante. Inoltre queste foto smentirebbero immediatamente il mito poichè quasi tutti gli uomini sono vestiti nel migliore dei modi, mentre per attaccare validamente il mito è necessario mostrare quanto accadeva realmente sul campo quotidianamente, cosa diventavano le uniformi e gli equipaggiamenti dei soldati sudisti dopo mesi di servizio. Pertanto si è scelto di usare soltanto foto di soldati sul campo, di prigionieri o morti sudisti poiché sono le migliori prove per dimostrare che anche dopo mesi di servizio i soldati non erano degli straccioni. Ma anche alcune foto rientranti in queste tre categorie sono state escluse poiché si trattava di casi particolari (ad esempio le foto della Washington Artillery o degli Zuavi di Coppen).
Quanto verrà scritto saranno solo osservazioni intese alla riflessione del lettore, pertanto l’articolo non vuole essere uno studio definitivo sull’argomento ma solo un mezzo con cui stimolare la ricerca nel campo uniformologico della guerra civile americana. In particolare l’articolo cercherà di smentire alcune cose direttamente collegate al mito o da esse dipendenti:

1) che la maggioranza dei soldati confederati era quasi sempre senza scarpe;
2) che le uniformi dei soldati sudisti erano estremamente usurate e poco standardizzate;
3) che i soldati avevano equipaggiamenti insufficienti;
4) che spesso i soldati sudisti non avevano giacche e per questo combattevano in camicia.

Solitamente in questo articolo sarà necessario cliccare su ogni singola immagine per aprire una nuova finestra dove vedere la relativa foto in maniera integrale e in dimensioni e qualità migliori.

Le prove del “ribelle straccione”
Il mito del “ragged rebel” si basa su prove solide? Indubbiamente nel corso della guerra civile americana ci furono soldati confederati mal vestiti ed equipaggiati. Infatti vi sono testimonianze che raccontano di soldati “sporchi e stracciati” ed altrettante che raccontano l’esatto contrario. Le stesse testimonianze esistono riferite però anche ai soldati federali, di fatti basta leggere il diario dell’osservatore inglese Arthur Freemantle o ciò che venne scritto riguardo i nordisti di Sherman durante la Marcia verso il Mare. Ciò significa che i soldati della guerra di secessione inevitabilmente incombevano in periodi in cui il loro vestiario era molto usurato, che quindi tale fenomeno non è un’invenzione, tuttavia deve essere ben contestualizzato. In ogni caso, a favore del mito vengono spesso mostrate alcune foto di soldati in pessime condizioni, in particolare una che ritrarrebbe due soldati sudisti catturati a Norfolk, in Virginia, nell’Ottobre del 1864. I due uomini della foto sono scalzi, hanno pantaloni e giacche strappati e con toppe. Quella che superficialmente sembrerebbe la prova lampante del mito, se ben osservata e studiata, può raccontare una storia del tutto diversa. Infatti gli storici non sono sicuri che si tratti di soldati confederati ma hanno invece avanzato diverse ipotesi. Potrebbe innanzitutto trattarsi di disertori, irregolari o criminali, dei quali esistono testimonianze e che all’epoca infestavano la “Great Dismal Swamp”, un’area paludosa che si estendeva da Norfolk fino al North Carolina. Un'altra ipotesi è quella che si tratti di propaganda realizzata dai federali, mentre un'altra teoria plausibile è quella secondo cui questi due uomini siano prigionieri nordisti appena rientrati nelle linee federali. Infatti l’uomo di sinistra sembra indossare una sack coat federale.


Foto dei presunti prigionieri confederati a Norfolk. 

Infatti questa ultima tesi sembra plausibile, soprattutto se la sopraccitata foto viene paragonata con altre immagini raffiguranti prigionieri federali fuggiti da campi sudisti o recentemente liberati. Quindi le condizioni di questi uomini sono più correlabili a soldati tenuti in prigionia per mesi che a uomini, di qualsiasi schieramento, dopo un lungo periodo di servizio senza ricevere cambi di uniforme. In particolare la foto dei sottoufficiali del 19th Iowa Infantry appena liberati da Camp Ford, in Texas, sembra avere più legami con il mito del “ribelle straccione” che le foto di soldati confederati che verranno mostrate più avanti in questo articolo. Questi sottoufficiali nordisti sono tutti scalzi, hanno pantaloni stracciati, vestono quasi solo camicie altrettanto stracciate.


Foto dei sottoufficiali del 19th Iowa Infantry a New Orleans, in seguito ad uno scambio prigionieri con i confederati.
Library of the Congress

Come visualizzare il resto dell'articolo
Questo articolo è costruito su quattro pagine di cui questa è l'introduzione, clicca sulle immagini-pulsante sottostanti per accedere ad ognuna delle tre parti che costituiscono il vero corpo dell'articolo. Per passare da una parte all'altra è necessario tornare in questa introduzione e cliccare sull'immagine-pulsante della parte che si desidera leggere. Attenzione: nelle tre parti (I confederati sul campo, I prigionieri confederati, I caduti confederati), le immagini per motivi di impaginazione sono state tagliate e rimpicciolite, è necessario cliccare su di esse per visualizzarle nelle giuste dimensioni e ad ottima qualità. In alcuni casi potrebbe essere necessario cliccare ulteriormente sull'immagine aperta nella nuova finestra per ingrandirla ancora.

        I confederati sul campo                 I prigionieri confederati                     I caduti confederati            
          

Conclusioni
Dopo aver osservato le immagini delle tre parti in cui è diviso questo articolo (accessibili tramite i collegamenti posizionati immediatamente qui sopra) non può che sorgerci un dubbio: dove sono questi ribelli straccioni tanto osannati dal mito? Di sicuro non nelle foto di soldati confederati giunti sino a noi.
Nella prima parte dell'articolo, "I confederati sul campo", le foto mostrate sono in prevalenza di soldati di inizio guerra o di altri nel 1863, dei quali si potrebbe obbiettare che sono vicini a depositi dai quali avrebbero potuto rifornirsi facilmente (eccetto quelli della foto di Fredericksburg e Frederick). Tralasciando i casi particolari delle foto del 1861 e inizio 1862, dove i soldati non hanno ancora ricevuto uniformi adeguate, gli altri sono perfettamente vestiti ed equipaggiati.
Nella seconda parte dell'articolo, "I prigionieri confederati", le foto mostrate rivelano una realtà completamente diversa da quella raccontata dai fautori del mito del "ribelle straccione". Trattandosi di foto in prevalenza del periodo che va dal 1863 al 1865, dovremmo vedere soldati in condizioni terribili, scalzi, vestiti di stracci e toppe ovunque, con grandi quantità di materiale federale. Invece si vedono sempre soldati con scarpe, che secondo il mito dovrebbero assolutamente mancare, le loro uniformi hanno prevalentemente un aspetto militare e sono in buone condizioni. Nel peggiore dei casi (la quarta foto della serie di Camp Douglas) i soldati hanno dei pantaloni laceri. Va ricordato che si tratta di prigionieri, in alcuni casi fotografati appena dopo la loro cattura, ed è molto probabile che l'aspetto dei soldati confederati in campagna fosse quello mostrato da queste foto. Si tratta di un largo numero di foto, che spesso ritraggono gruppi anche molto vasti di uomini, quindi non si possono liquidare queste immagini come delle eccezioni, dei casi particolari, ma si potrebbe invece liquidare il mito del "ribelle straccione".
Infine dalla terza parte dell'articolo, "I caduti confederati", arriva un'altra prova di grande peso contro il mito del ribelle straccione e ai fautori dei confederati malandati, vestiti in modo disuniforme e spesso con grandi quantità di materiale federale. Le foto ai morti sudisti ci mostrano dei soldati morti recentemente con indosso quello che effettivamente avevano. Eccetto rari casi in cui il fotografo ha spostato alcuni oggetti (non svestito e rivesti completamente il soggetto), i cadaveri sono già stati razziati o in parte spogliati, vediamo sempre dei soldati vestiti in modo uniforme con una grandissima prevalenza di shell jacket, gli indumenti sono in buone condizioni, spesso sono circondati da accessori di ogni genere e i casi di uomini scalzi sono davvero poco numerosi.
L'esercito sudista era un esercito di ribelli per alcuni, forse questa definizione ha influenzato un po' l'immaginario collettivo creando la convinzione che i confederati dovevano essere male organizzati. Sono bastate qualche decina di foto per smentire questa credenza. I sudisti erano in grado di vestire ed equipaggiare i propri soldati, come i federali andavano incontro a periodi difficili senza ricambi, ma anche l'esercito confederato fu in grado di schierare sul campo unità dall'aspetto marziale ed uniforme. Lo studio delle uniformi e degli equipaggiamenti utilizzati dai soldati sudisti è pertanto un argomento davvero complesso e lungo, liquidare l'argomento dicendo che i confederati erano male vestiti ed equipaggiati risulta offensivo e molto riduttivo, oltre che storicamente falso.

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